Dannato Koulibaly

Juventus 85
Napoli 84

E’ il 23 aprile 2018 e, ad oggi, questa è l’attuale classifica di Serie A.
Più uno” dei bianconeri quindi, che dovranno affrontare Inter, Bologna, Roma ed Hellas Verona, con i due big match fuori casa.
Gli azzurri, invece, sfideranno Fiorentina, Torino, Sampdoria e Crotone.
Dodici punti a disposizione, tante emozioni, meno di un mese.
Eppure meno di una settimana fa si era rischiato un clamoroso -9 con la momentanea vittoria contro il Crotone e il 2-2 dei campani con l’Udinese.

Ieri sera è stata una partitaccia.
Per la Juventus, almeno.
Oddio, a dirla tutta non è stata bellissima neppure per il Napoli.
Molto meglio dei campioni in carica comunque, questo è da ammettere.
E c’è da fare i complimenti a Sarri e alla sua banda, perché la Juve non aveva praticamente mai giocato così male allo Stadium.
Zero tiri in porta.
L’unico pericolo nasce dai piedi di Pjanic su punizione, con pallone che si stampa sul palo esterno dopo una devizione.
Poi basta.
Poi il nulla.
Poi il tracollo e la rinascita napoletana.
Un episodio.
Uno solo.
E potrebbe riscrivere la storia.

Ora rimane una cosa sola da fare: rimboccarsi le maniche e tornare ad essere giocatori da Juventus.
Scendere in campo con la convinzione di voler fare e vincere la partita e non di contenere o salvare lo 0-0.
Allegri ieri sera l’ha impostata come sempre contro il Napoli: possesso palla a partire dal basso per trovare spazi e colpirli nell’unico momento di disattenzione.
L’idea era pure buona, l’esecuzione meno.
Sicuramente le indicazioni non sono state “giochiamo per non fare gol“, ci scommetto il collo.
Quella è stata una conseguenza.

Squadra che non girava, giocatori importanti senza idee, nessun jolly da giocare.
Chiellini si fa male ed è costretto ad uscire dopo pochi minuti (salterà l’Inter, forse concluderà la stagione) e toglie quel poco carisma che si è visto durante tutta la serata.
Giorgio voleva giocarla e sentirsi protagonista, ma è obbligato a lasciare il posto a Litchsteiner.
E Gigi rimane senza il suo fido scudiero.
Howedess non si muove nemmeno troppo male durante tutta la serata ma è Benatia a tenere in piedi la squadra con numerosi e precisi interventi difensivi.
E sarà proprio il marocchino (come a Madrid) a commettere l’errore che costa la partita al minuto 90.
Semplice coincidenza, voglio crederci, ma è sicuramente inquietante.
Inquietante come la condizione fisica di Dybala: altra pessima prestazione dopo quella di Crotone, dove si sono persi altri due punti ESSENZIALI.
Come quelli di Ferrara.
Quattro punti persi e lasciati per strada contro squadre di bassa classifica che potranno costare caro.

La Juve avrà pure l’impegno di Coppa Italia contro il Milan del 9 maggio, per non farsi mancare nulla.
Ci sarà bisogno di tutti i giocatori, del miglior Allegri, della società e dei milioni di cuori bianconeri sparsi per il mondo.
Dall’uscita della Champions ne ho lette tante.
Troppe.
Di cotte e di crude.
La colpa è stata data prima a Tizio, poi a Caio ed infine a Sempronio.
Ieri sera era invece responsabilità di Qui, Quo e Qua.
E ovviamente di Allegri, come sempre quando si perde.
Non quando si vince.
Ed è proprio per questo che ora bisogna lasciare da parte le critiche e le offese.
Non bisogna più “inquinare” l’ambiente con la negatività e il pessimismo.
A mente fredda sono molto più ottimista rispetto a ieri sera.
Sono più lucido.
Basta non perdere più in campionato.
Ci si può e ci si deve riuscire.

E, mai come prima d’ora, dobbiamo ricordarci che tifiamo Juventus e che la squadra è la cosa più importante in assoluto.
Più di un qualsiasi singolo.
Smettiamola di tifare contro un determinato tesserato della società, che sia esso un calciatore, un dirigente o il mister stesso.
Smettiamola di voler la testa di qualcuno in particolare.
Siamo tutti sulla stessa barca e, loro, tutti sulla graticola.
E sopratutto tutti vogliosi di festeggiare insieme il 20 maggio.
Anche per salutare al meglio Buffon e la sua onorevole carriera.
Sempre che non decida di riprovarci con la “Maledetta” l’anno prossimo…

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Luca Toselli Administrator
Luca Toselli, nato a Mirandola il 25 luglio 1992. Laureato in Informatica, calciatore amatoriale, juventino viscerale. Adoro internet e i social network: il modo migliore per urlare a gran voce i miei pensieri sportivi. Dal 2014 gestore di un canale YouTube da oltre 130.000 iscrizioni.
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