Perché non crederci dopo Roma-Barcellona?

Stasera non guarderò la partita.

Nessuna cabala (in parte), patto con il diavolo, scaramanzia o mancanza di fiducia: semplicemente ho altri impegni.
Eppure, se già il già il giorno dopo la brutta sconfitta di Torino ero carico e credevo in una miracolosa remuntada, oggi non posso che essere elettrizzato!

Roma ha fatto “la stupida” ieri sera, nel senso buono del termine.
De Rossi e compagni ci hanno emozionato, scaldato il cuore e riacceso quell’orgoglio nazionale di cui parlavo proprio sette giorni fa, augurando il meglio ai ragazzi di Di Francesco.
Non era andata benissimo all’andata.
Anzi.
Un 1-4 che sapeva di fallimento europeo e di eliminazione scontata.

Non amo le percentuali, ma ieri sera alla rimonta della Roma attribuivo a malapena un 5%.
Alla Juventus assegno la stessa.
Forse meno, perché quel gol della bandiera noi non l’abbiamo mai segnato.
E perché stasera giochiamo in trasferta.
Contro la squadra migliore del mondo da due anni a questa parte.
Eppure le occasioni c’erano state eccome.
Numerosissime.
Perché a mente fredda non posso non ammettere che l’ultima partita europea disputata al momento sia stata una delle più belle dalla formazione di Allegri.
Ovvio, in questo caso torniamo a discutere del concetto di “bellezza del gioco” contro “efficacia del gioco” quindi non voglio entrare troppo nel merito.
Se siete interessati a saperne di più recuperatevi il post precedente dove parlavo pure di un “calcio pieno di variabili“.
Esattamente quello che si è verificato ieri sera.
La rimonta della Roma contro Messi è la soluzione dell’equazione che esce dall’insieme dei casi reali.
Si parla quasi di unità immaginaria contrapposta alla realtà.
Ed è una sensazione estremamente piacevole.
E’ il bello del calcio: tifosi e addetti ai lavori vivono per notti come questa.

Ripeto: vincere stasera è possibile, eliminare il Real Madrid pure.
Ricordiamo che però le possibilità sono davvero bassissime.
Voglio essere quanto più realista e schietto nelle mie analisi.
Io ci credo, ci crederò fino all’ultimo e con ogni esito continuerò a crederci in futuro.
Stasera si può scrivere nuovamente la storia, come fatto dai giallorossi ieri sera.
Ma sarà difficilissimo.

Eliminare il Madrid al Bernabeu, sicuro del passaggio con tre gol di vantaggio, sarebbe da orgasmo.
Mi auguro vivamente che possa succedere, anche se so dal principio che non potrò assistere a questi 90 minuti di pura speranza.
Dovesse concretizzarsi la rimonta mi mangerei le mani per essermi perso una nottata simile.

Inoltre penso a Roma e Liverpool già qualificate, ad una tra Bayern Monaco e Siviglia che verrà decisa stasera e all’eventuale eliminazione dei Blancos.
Sarebbe tutto perfetto e quasi scritto a tavolino.
Una Coppa contesa da quattro non spagnole (o al limite dal Siviglia) potrebbe essere la svolta decisiva per cambiare finalmente rotta e direzione.
Senza considerare che quest’anno gli azzurri non disputeranno il Mondiale, quindi il modo migliore per far capire a tutti che viviamo ancora di pane e calcio sarebbe quello di colorare Kiev di bianconero e giallorosso.
Un derby d’Italia in Ucraina, per decidere la più forte d’Europa.
Sto sognando ad occhi aperti, ma tanto basta ad emozionarmi.

Sono estremamente orgoglioso, fiero e contento per i capitolini.
Gli auguro tutta la fortuna possibile in questo cammino.
Eppure lo dico sinceramente e senza ipocrisia: non ho tifato e non tiferò Roma nemmeno in futuro.
Perché il tifo è a cardinalità univoca, non ammette biforcazioni strane o di comodo.
Il mio cuore batte per la Juve e la Juve soltanto e sempre sarà così a livello di club.
Sicuramente ho simpatizzato per la Roma nel confronto con il Barcellona e lo farò nuovamente nel prossimo turno di Champions qualora la Juventus non dovesse farcela.
In quel caso mi auguro pure che Di Francesco possa vincere a Kiev, come ho fatto con l’Inter di Mou a Madrid.
Ma non parlatemi di tifare le italiane in altre competizioni, si può solamente sperare nella loro vittoria piuttosto che in quella di una straniera a caso.
Anzi, si dovrebbe sperare nella loro vittoria.

E se Francesco (che qui vediamo ridere a proposito del sorteggio dello scorso anno) non ha avuto la fortuna di partecipare attivamente e sul campo a questa “maggica” serata europea, mi auguro che destino diverso possa capitare questa sera a Gigi.
In fondo proprio loro due, assieme a Daniele, ci hanno insegnato ormai dodici anni fa che anche l’impossibile può diventare possibile.
E quella vittoria fu anche estremamente più importante.
Quindi perché non crederci stasera?
E’ ora di riscattare completamente la nazione nei confronti degli spagnoli.

Avanti ragazzi, regalatemi una storia da raccontare ai miei figli.
Regalatemi una serata da italiani.
Regalatemi le semifinali di Champions League.
Regalatemi una gioia.
Fino alla Fine, forza Juventus.

Luca Toselli Administrator
Luca Toselli, nato a Mirandola il 25 luglio 1992. Laureato in Informatica, calciatore amatoriale, juventino viscerale. Adoro internet e i social network: il modo migliore per urlare a gran voce i miei pensieri sportivi. Dal 2014 gestore di un canale YouTube da oltre 130.000 iscrizioni.
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